Carburanti alle stelle: il governo valuta nuovi tagli alle accise dopo i rincari estivi

I prezzi di benzina e gasolio sono tornati a crescere nell’estate del 2026, spinti al rialzo dall’impennata del greggio sui mercati internazionali a causa delle crescenti tensioni geopolitiche e dei conflitti in Medio Oriente. Con il gasolio self-service in autostrada che ha superato la soglia dei 2 euro al litro a inizio luglio, il Consiglio dei Ministri era intervenuto a fine mese con un taglio emergenziale delle accise di 17 centesimi al litro, misura a termine la cui scadenza ha riaperto il confronto nel governo su possibili proroghe e nuovi interventi di alleggerimento fiscale.

Nel nostro Paese le tasse sui carburanti continuano a rappresentare la parte preponderante del prezzo finale pagato alla pompa. Il peso combinato di accise fisse e IVA colpisce duramente le famiglie, i pendolari e l’intero comparto dell’autotrasporto e della logistica, generando un effetto a catena sui costi di trasporto delle merci e alimentando nuove pressioni inflazionistiche sui beni di consumo. Di fronte a questo scenario, le misure a tempo mostrano tutti i loro limiti non appena giungono al termine.

Il nostro punto di vista: Questa situazione dimostra ancora una volta l’urgenza dei punti 1 e 7 del programma di Italia Domani: ‘Pace, Neutralità, Sovranità’ e ‘L’Italia torni padrona delle sue risorse’. Finché l’Italia resterà subalterna alle dinamiche di conflitto internazionale e priva di una gestione pubblica e sovrana delle proprie risorse energetiche e strategiche, a pagare il conto delle crisi geopolitiche e della speculazione saranno sempre i lavoratori, i trasportatori e le famiglie italiane.

Fonte: finanza.com