Rincari carburanti: stop agli sconti sulle accise e prezzi del gasolio in salita

Da oggi scatta un nuovo aggravio sui costi di trasporto per cittadini e imprese: il governo ha deciso di non pubblicare il decreto per attivare le accise mobili sui carburanti. Con la conclusione dello sconto fiscale temporaneo che garantiva un taglio di circa 6 centesimi tra IVA e accise, l’imposta sul gasolio torna alla quota piena di 0,673 euro al litro, allineandosi a quanto già previsto per la benzina.

Le conseguenze si vedono già alle stazioni di servizio. I distributori Eni hanno annunciato che non assorbiranno il rialzo delle imposte, aumentando il limite fissato per il prezzo del gasolio da 2,19 a 2,25 euro al litro, mentre resta invariata la benzina. La decisione di non far scattare le accise mobili – sistema che avrebbe impiegato l’IVA incassata in più a causa dei rincari energetici legati ai conflitti internazionali per abbassare proporzionalmente le imposte – consente allo Stato di preservare risorse per la prossima manovra, ma lascia i prezzi liberi di salire.

Il nostro punto di vista: questa vicenda si ricollega direttamente al punto 7 del programma di Italia Domani, ‘L’Italia torni padrona delle sue risorse’. L’energia e la filiera dei carburanti sono asset strategici che non possono essere gestiti con continui rinvii e oscillazioni che penalizzano chi usa l’auto per andare a lavorare. Occorre che lo Stato torni a presidiare e governare con fermezza le scelte energetiche nazionali, tutelando lavoratori e attività produttive dalle speculazioni e dai costi insostenibili alla pompa.

Fonte: ilpost.it