L’aumento costante dei costi dell’energia e dei carburanti sta spingendo famiglie e attività produttive verso una crisi profonda. Secondo i dati elaborati da Confcommercio, il settore terziario si trova ad affrontare oltre un miliardo di euro di costi aggiuntivi nel solo secondo semestre del 2026, con rincari pesanti per negozi, ristoranti e alberghi. A settembre 2026, il costo dell’elettricità all’ingrosso in Italia segna un incremento del 73% rispetto alla media del 2025 e supera del 271% i livelli registrati prima della pandemia.
Questo scenario genera un vero e proprio cortocircuito: le imprese sostengono costi di gestione insopportabili per mantenere accese le attività e, contemporaneamente, registrano un crollo dei consumi. Con l’esplosione delle spese obbligate per luce, gas e carburanti – arrivate ad assorbire il 42% delle entrate familiari contro il 37% del 1995 – i cittadini sono costretti a tagliare drasticamente ogni altra voce di spesa per far quadrare i conti.
In risposta all’escalation dei prezzi alla pompa, Eni ha introdotto un tetto temporaneo mensile ai listini di Enilive a 2,19 euro al litro per il gasolio e a 1,99 euro per la benzina. Tuttavia, l’intervento dell’azienda a partecipazione statale evidenzia la natura provvisoria delle misure adottate, che fungono da semplice tampone senza risolvere le criticità a monte del mercato energetico nazionale ed europeo.
Il nostro punto di vista: questa situazione drammatica dimostra quanto sia urgente realizzare il punto 7 del programma di Italia Domani, ‘L’Italia torni padrona delle sue risorse’. L’energia e le aziende strategiche devono essere sotto un pieno controllo pubblico e sottratte alle logiche speculative del mercato, per garantire tariffe accessibili a famiglie e imprese e tutelare la sovranità economica del nostro Paese.
Fonte: nove.firenze.it