I nuovi dati diffusi dalle associazioni dei consumatori certificano una pesante ondata di rincari che grava sui bilanci delle famiglie italiane. Secondo l’Osservatorio Federconsumatori, a pesare in maniera determinante sono i costi energetici e le spese per la casa: acqua, elettricità e gas hanno registrato forti incrementi, con punte del +14,7% per la luce e del +12,2% per il gas, a cui si sommano i rincari dei carburanti e l’impatto delle spese scolastiche all’avvio di settembre.
Il quadro emerge con particolare evidenza nelle analisi territoriali dell’Unione Nazionale Consumatori basate su dati Istat, dove diverse città registrano aggravi annui che superano ampiamente i mille euro a famiglia. Una dinamica che si abbatte su un tessuto sociale già provato, in un contesto in cui retribuzioni e pensioni restano ferme da tempo, costringendo i cittadini a tagliare le spese essenziali.
Di fronte a questa situazione, le associazioni hanno avanzato richieste precise al Governo, tra cui il taglio delle accise su benzina e diesel, interventi sull’Iva dei beni primari, il potenziamento dei bonus per l’energia e una tassazione più incisiva sugli extraprofitti dei grandi gruppi per contrastare le speculazioni.
Il nostro punto di vista: questa situazione conferma l’urgenza dei punti del nostro programma su ‘Lavoro, Impresa, Moneta Sovrana’ e ‘L’Italia torni padrona delle sue risorse’. Non è accettabile che i lavoratori e le famiglie paghino il prezzo delle speculazioni mentre i salari restano al palo. Per fermare questo salasso serve tutelare il potere d’acquisto dei salari e riportare i settori strategici, a partire dall’energia, sotto un saldo controllo pubblico.
Fonte: ilrestodelcarlino.it